Mammamia che bella sensazione, non lo so, mi sembra di essere un'altra...
fInalmente...
dopo tanto tempo...
non vorrei dirlo troppo forte ma non ce la faccio...
SONO INNAMORATA
Passano i giorni e le cose cambiano, ora Gessica e Stefano hanno un anello al dito, l'anello più importante, l'anello che cambia la vita.
E mi ricordavo, durante la cerimonia di tutte le stronzate fatte insieme, delle risate, le ubriacature...le cighe che sicuramente mi sono sempre meritata e che ascoltavo (anche se pochi ci credono) ma poi le lasciavo sempre li abbandonate ma mai dimeticate.
Ricordo più di tutti proprio le risate in macchina, quei viaggi così lunghi che in realtà sembravano brevissimi per quanto stavo bene.
E le notti a ballare a piedi nudi fino a che la musica non s'interrompeva.
E i batticuori per un messaggio che non arrivava o per uno squillo che non c'era.
Ora quei momenti non ci saranno più, non perchè non ce ne sarà l'occasione, ho sempre pensato che quando tieni tanto a qualcosa la fai, ma perchè non è più tempo.
Non è più tempo per tante cose e sono fiera ed orgogliosa che quei momenti, indelebili nella mia mente, li ho passati con loro.
E che mi faranno sorridere per sempre.
E questo post era per le mie amiche, ma anche un po' per Joshua...perchè non è sempre facile trasmettere qualcosa ed aggiornare il blog con pensieri e parole, a volte non sei ispirato, altre non hai voglia di condividere le tue emozioni con nessuno perchè ne sei geloso, altre sei incazzato...per questo non bisognerebbe mai fermarsi a quello che vedi davanti, perchè le persone sono come iceberg, alcune sono glaciali fuori perchè dentro hanno un mondo così grande che se provano a farlo uscire un po' hanno paura di fare del male...
Credo che nella vita alcune cose debbano succedere.
Ed anche se mi ritrovo a maledire uno qualsiasi dei giorni di questo anno di merda penso che tutto serva per conoscerti meglio.
Tutto quello che mi è successo in questo ultimo periodo, che ormai sta diventando così lungo da sembrare insopportabile e senza via d'uscita, adesso, o per lo meno oggi, mi sento che qualcosa sta cambiando.
Che sto cambiando io, prima troppo presa da credere che tutto quello che mi portasse emozioni forti fosse l'unica e sola strada da percorrere.
Per poi capire ora che l'emozioni possono anche nascere dopo, dopo una chiacchierata, una passeggiata, una birra ed un po' di vento ad accarezzarti la pelle.
E mi ritrovo con la voglia di vivere nuovamente serate simili, la voglia di vivere situazioni che ho sempre sognato ma sempre con persone sbagliate.
Perchè ho sempre parlato d'amore senza mai sapere davvero il significato di questa parola.
E dopo tutti questi eventi di merda capisco che l'amore non è il volere una persona, ma credere in quella persona, fidarti.
Perchè la vita è bella se affrontata bene, la vita è grande...
Ho provato a salire su un treno che era passato diversi anni fa e che io ero troppo presa da quello che mi faceva sussultare che non ho mai nemmeno voluto provare a fare una fermata su quel treno.
Ma quel treno era rimasto li, forse ora un po' più arruginito e forse ora ci metterà un po' prima di ripartire con me dentro ma io ora sono dentro quel treno e non so quando avrò voglia di scendere.
Forse mai, forse oggi, forse domani, ma sento che ora quel treno si sta mettendo in moto...
Il grande albergo non ha piscina,
non ha saune,
non ha le terme,
ma ha il servizio in camera.
Il grande albergo non ha coraggio,
ha molti ospiti ignari,
ospiti che non hanno prenotato e che non vorrebbero essere li.
Il grande albergo è enorme,
potresti perderti dentro se non ci fossero le indicazioni.
Il grande albergo ha pareti unghissime,
bianche,
asettiche.
I dipendenti del grande albergo sono moltissimi
sempre in servizio,
sempre pronti.
Nel grande albergo non ci si va in gruppo
ma ammette visitatori.
Visitatori che ripetono sempre le stesse cose
che hanno sorrisi forzati e tirati
che parlano per luoghi comuni.
Il grande albergo ha un odore che ti rimane nelle narici per mesi.
Il grande albergo ha vincitori e vinti,
ma i vincitori sono comunque dei vinti.
Il grande albergo non chiede denaro,
ne carte di credito,
ma il grande albergo costa più di tutto quello che di caro si possiede.
Io odio il grande albergo...
...ma lo ringrazio.
Oggi è una di quelle giornate che non farei nulla,
stesa sul letto a pensare
e questa volta i pensieri non sarebbero brutti...
E' che mi sono svegliata bene, ma non vorrei dirlo troppo forte, la sfiga ha un udito acutissimo ed io una voce forte.
E come una metafora di vita: è che pioveva prima ed il cielo era brutto ed io sono stanca del tempo brutto fuori e poi dentro...e soprattutto dentro.
Poi il sole e mi sono sentita dipingere sul volto un sorriso.
E' che io ho sempre seguito i miei sogni contro tutto, contro ogni possibilità, ho sempre giocato il massimo e mi sono sempre buttata dovunque mi potevo buttare, dovunque sentivo c'era qualcosa e non mi sono mai pentita di averlo fatto, solo un po' triste per quello che è stato dopo, ma mai pentita.
Ma una frase, una semplice frase mi ha fatto pensare "se si sogna soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia".
Ed io ora voglio sognare insieme, con qualcuno che non mi dia solo 1 per poi togliermi 100 che pensandoci bene quell'1 non vale così tanto. Per quel solo momento ho sempre lottato ma poi non bastava a coprire la tristezza di tutto quello che mi veniva tolto.
E' che ora vorrei sognare insieme a qualcuno che sappia apprezzare quello che decido di dare, che vorrei che il sogno fosse solo una base per costruire la realtà e non solo qualcosa che mi faccia immaginare la vita.
Sono stanca di un solo momento, stanca di immaginare come potrebbe essere bello, ora quel bello lo voglio vivere.
Come oggi questo sole che violentemente ha spazzato la pioggia...
E per chi è come me...e sono fiduciosa e convinta che siano molti...oggi questo post è in verde...
E' un'incognita ogni sera mia...
Un'attesa, pari a un'agonia. Troppe volte vorrei dirti: no!
E poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho!
Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no!
Le mani tue, strumenti su di me,
che dirigi da maestro esperto quale sei...
E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà per una notte...
... E cresce sempre più la solitudine,
nei grandi vuoti che mi lasci tu!
Rinnegare una passione no,
ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola così
tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te.
Troppo cara la felicità per la mia ingenuità.
Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore...
So - no sempre tua, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà, per una notte... sono tua...
... la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte tua...
E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai!
Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu,
il resto di una gioventù che ormai non ho più...
E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia,
ora ammetto che la colpa forse è solo mia,
avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato.
Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai.
Io non so l'amore vero che sorriso ha...
Pensieri vanno e vengono, la vita è così...
Finalmente oggi sembra primavera, dopo un mese dal suo ingresso non c'è stato un giorno da poter definire tale.
Come ogni mattina sono arrivata molto presto all'università e mi sono fermata nel magnifico cortile di cui godiamo, quel cortile che m'ha fatto sempre sentire un po' in America, con quel prato e studenti stesi al sole.
Ma oggi, appena arrivata non c'era nessuno, camminando lentissima nel porticato ho cominciato ad osservare tutto sotto un altro occhio.
Perchè la primavera ha sempre un effetto strano su di me, felice e malinconico.
Felice per il senso di rinascita che mi sento addosso e malinconico perchè quel senso di rinascita poi non è accompagnato da un sentimento forte, da un'emozione forte che ormai non riesco più a provare da tempo.
E' che la voglia che ho di innamorarmi è tanta ma tutto quello che ho intorno mi sembra così poco.
Ed alle volte ho paura che quell'aridità che ogni tanto sento mia mi stia invadendo prendendo anche più di quello che vorrei darle.
Ed ho paura di diventare indifferente all'amore.
Ma oggi no, oggi nel porticato mi sento bene, mi sento che la secchezza può scomparire se sono capace di annaffiarmi bene.
Oggi che siamo solo io, il vento e gli alberi...
Com'è facile dare consigli agli altri su cosa è giusto
fare, su come è giusto comportarsi ma poi riusciamo
sempre a fare l'esatto opposto di quello che il
nostro cervello comanda agli altri ma ci sono delle
parole che anche se non riusciamo a seguire
nemmeno per un attimo poi ci rimangono dentro e
che tornano fuori senza nessuna costrizione e senza
nessuno sforzo e ci fanno essere forti, forti come
noi proclamiamo ad altri, forti come noi consigliamo
ad altri.
Sono convinta che un giorno riuscirò a dare consigli
buoni anche a me stessa, forse sarà tra mille anni,
ma forse sarà domani...
L'ovatta
Sabato mattina c'è stata la consegna dei tanto agognati attestati del master...e così finisce anche questo ciclo, è stata una sensazione diversa, però, da quella provata alla fine dell'università, quando esci da quel mondo ovattato fatto di libri, feste universitarie ed esami.
Ricordo quel giorno di tre anni fa come se fosse oggi, da un lato l'emozione incredibile di aver finito un qualcosa di così importante che al tempo stesso mi rendeva fiera e dall'altro triste, triste e dubbiosa sul mio futuro, triste ed inconsapevole, quando quel giorno il professore ha detto "bene, basta così, può andare" mi sono alzata dalla seggiola e staccata da quel microfono così odiato che mi aveva portato a parlare davanti a più persone di quelle che io avrei voluto ma che con il passare dei minuti avevo fatto mio e mi aveva portato a parlare sempre più ad alta voce e sempre più convinta delle mie frasi.
E' stata più emozionante quella frase "basta così, può andare" che la cerimonia di consegna delle lauree, li ero già apposto, li ero già fuori da quel mondo ovattato, li mi sentivo già dentro ad un futuro che per anni non avevo considerato, convinta com'ero che la vita reale era solo quella.
Ed invece era anche quella ma non solo quella, poi ho cominciato a fare i conti con il lavoro, quello vero, quello importante, quello per i quali i tuoi superiori ti "mortificano" perchè ancora non sei pronta, quello per il quale torni a casa con la voglia di non andarci più, quello per il quale ogni mattina ti svegli con un senso di insoddisfazione e pensi "che schifo", perchè anche se il lavoro ti piace ci sono dei giorni in cui pagherei per essere di nuovo davanti all'ENORME PROBLEMA se dare un esame o meno...
E sabato ho festeggiato per questo nuovo attestato che si va ad aggiungere alla laurea ed al premio ricevuto per la mia tesi, perchè quella tesi così strana ha anche vinto un premio, si va ad aggiungere a tutte quelle soddisfazioni che fanno grandi ma non quanto vorrei io, quelle soddisfazioni che ti rendono piena ma non completa.
E mi sono ritrovata nuovamente nel mondo dei grandi, di un mondo del quale ormai faccio parte ma del quale non mi sento ancora parte ed ho ripensato a quel fantastico mondo ovattato dell'università.
Ma è stato un week end eccezionale, mi piace quando una cosa lunga finisce bene, finisce lasciandoti qualcosa e poi la casa di Pamela, quella casa eccezionale fatta per una persona eccezionale ed io a ridere in sua compagnia, una compagnia che sento sempre ogni giorno, a bere il limoncello alle cinque del pomeriggio ed a parlare di tutto e lei che mi lascia parlare ininterrottamente ascoltandomi e sorridendomi e mi fa sentire bene, mi fa sentire che potrei dirle di tutto e lei mi guarderebbe sempre con gli stessi occhi.
E parlare di vestiti, della casa, dei ragazzi e ridere di qualche stronzo che fino al giorno prima ti faceva piangere e disperare e pensare a quei GROSSI PROBLEMI come quando i pensieri erano se andare a mangiare in mensa o portare un panino da casa, se andare a lezione o fare una passeggiata che ora non fanno più parte della mia vita, la sua presenza mi fa sentire ancora in quel mondo ovattato...perchè capisco che l'ovatta non te la da un luogo, un posto o l'età ma te la danno le persone che ami ed io a Pamy voglio bene come una sorella e mi sento "piena" in sua compagnia.
E domenica è stata tutta per lei, per me e lei, voglio un bene immenso a tutte le mie amiche ma è incredibile sentirsi come mi sono sentita...
Lei si sentiva arida e mentre percorreva quella strada come ogni mattina ricordò quelle giornate al mare con le amiche d'infanzia, le amiche del campeggio e ripensò a quel pomeriggio, con quella canzone "cazzo piove"..."no è questa stronza che piange"...
Ora la stronza non piange più per una canzone, lo vorrebbe fare ma la vita non glielo permette più...
e mentre percorreva quella strada sorrise a quel ricordo e pensò che quel maledetto ragazzo l'aveva veramente rovinata...
anche se sembrava un angelo l'aveva rovinata...
si sentiva arida per colpa sua e si chiese se forse questo pensiero era di comodo, che in realtà non era colpa di nessuno, solo di se stessa...
ma ora mancava completamente di fiducia verso delle belle parole, verso un sorriso, verso un bacio...
continuò a percorrere quella strada con il finestrino tirato giù in galleria e si disse "ma chi se ne frega" e dopo cinque minuti non ricordava nemmeno cosa le aveva portato a dire quella frase, ma in fondo si...chi se ne frega...